Presupposto numero uno: non tutti gli album possono essere recensiti, almeno nel senso più comune del termine.
Presupposto numero due: la maggior parte degli artisti, che siano poeti, pittori o, come in questo caso, cantautori, arrivano ad un punto della loro carriera in cui decidono di avocare solo alla propria passione il frutto del loro lavoro; in parole povere, ad inizio, a metà o a fine carriera, arrivano alla pubblicazione dell'album che porta il loro nome. Al tempo stesso un battesimo ed un testamento artistico.
Nella maggior parte dei casi, è "l'anno zero". Si può essere abbastanza fiduciosi sul fatto che l'-album-omonimo segna spesso un punto di svolta nella produzione artistica di un autore; un nuovo principio, o un approdo alla maturazione finale.
Ettore Giuradei da Brescia, come spesso succede, va oltre: scorpora il suo nome di battesimo dal proprio progetto musicale, ufficializzando la comunione dei beni con il suo fratello minore, Marco, classe 1986, da sempre al suo fianco in qualità di polistrumentista ed arrangiatore.
Correva l'anno 2006 quando fu dato alle stampe "Panciastorie", il primo album; poi, a cadenza biennale, "Era che così" e "La repubblica del sole", datato 2010.
Se "Giuradei", questo quarto album, fosse uscito nel 2012, sarebbe stato un altro disco.
E invece no; passano tre anni e non due, e, nel vero senso della parola, la musica cambia.
Nei primi 47 secondi di "Mi dispiace amore mio", la traccia che apre il disco, Giuradei si scalda: ci lascia in un limbo armonico; poi, il battere del tempo delle bacchette, difficile da ascoltare in un tradizionale walzer degli anni che furono, ci fa capire che l'attesa è finita, e che l'opera sta per cominciare. I Giuradei si scusano, fanno un bell'inchino, e vanno via: chiuso l'incipit, si apre il sipario sulle atmosfere di una commedia sofisticata in musica.
Senza soluzione di continuità, "La sconosciuta" ci porta verso la prima pietra miliare del disco, "Sta per arrivare il tempo", costruita sulla spina dorsale di un riff che si infila nelle orecchie e nel cervello. Rima in musica ed ironia tagliente sulla realtà per tre minuti da bis.
Se "Giuradei" fosse una provincia francese, con "Continuano a volare" ci lasceremmo alle spalle la collina brulla per scendere a valle, dove
la passeggiata è più scorrevole, il vento è meno freddo e tagliente, ed il tempo sembra passare più in fretta.
Tra "Dimenticarmi di te" e "Generale" ci si può godere la repentina capacità di rinnovarsi dei Giuradei bros.&co., tra i sedicesimi scanditi, "i baci sull'anello" e l'overdrive che accompagna la critica di costume all'italiana.
"Papalagi" è una soluzione acida di una citazione bibliografica; dalla provincia francese si passa alla Polinesia, in cui si raccontano agli indigeni le poco eroiche gesta del ancien régime della cultura, del decadimento della civiltà nata da Atene, da Roma e dal cristianesimo.
Probabilmente in "La tristezza" si possono intercettare gli spunti lirici più interessanti di tutto l'album, tanto da irrompere con una certa rabbia nella nevrotica descrizione del presente di "Senza di noi", uno sberleffo in due accordi: in un mondo che non ha sorprese, è lecito dover improvvisare.
Per la cronaca, è una cover degli Otto Ohm, estratta dall'album "Pseudostereo", del 2003.
Il congedo dal pubblico, l'inchino, è lapidario ed al tempo stesso trionfale: se nel percorso critico dell'album si è cercato di analizzare un orizzonte di veritiere menzogne del nostro tempo, se la fede esagera e la scienza limita, è lecito ambire al "mai come voi" che chiude "Amami", l'ultimo brano.
Di un disco così non si può scrivere una recensione comune, e non per bellezza o gratuito elogio; le sensazioni e le atmosfere non si recensiscono, il vento non si può fotografare.
Si può solo provare a raccontare l'effetto che fa.
Bernalda: una firma per tornare in pista.
Sottoscrizione popolare in favore del ripristino del percorso ciclabile su Corso Umberto I
Il nostro obiettivo è semplice e facilmente realizzabile, è a costo zero e assolutamente sostenibile, ha brevi tempi di realizzazione e un forte valore aggiunto.
La nostra petizione ha come scopo quello di porre all'attenzione dell'amministrazione comunale una proposta di riattivazione della pista ciclabile, così come era stata immaginata e messa in funzione nel 2006, prima di essere dismessa tre anni dopo a causa di presunti deficit di sicurezza.
Questa petizione ha come destinatari tutti i cittadini di Bernalda, ma non solo; essa è rivolta a tutti quelli che ritengono prioritario un ambiente sano, un'aria pulita e strade meno trafficate
"La bicicletta somiglia, più che ad ogni altra macchina, all'aereoplano: essa riduce al minimo il contatto con la terra, e soltanto la sua
umiltà le impedisce di volare..."
Firma la petizione: http://firmiamo.it/bernalda--una-firma-per-tornare-in-pista?fb_action_ids=10201014824398419&;fb_action_types=og.likes&fb_source=other_multiline&action_object_map=%7B%2210201014824398419%22%3A125579317639987%7D&action_type_map=%7B%2210201014824398419%22%3A%22og.likes%22%7D&action_ref_map=%5B%5D#signatures
"Confidenze troppo intime" con Nicola Benedetto candidato al Senato (live webcam)
Parte Prima
Parte seconda
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U'Matr'monj
"Un'affresco vivace e variopinto della vita bernaldese"
Una commedia in vernacolo Bernaldese scritta da Don Mimì D'Elia
Confidenze troppo intime con
Giuseppe Marco Albano, enfant prodige del cinema italiano e con orgoglio possiamo dire lucano, anzi bernaldese. Vincitore quest'anno dell'ambizioso premio Nastro D'Argento vinto con la sua "Stand by me". Ha rivelato a Radioraptus Bernalda alcune "confidenze troppo intime".
A cura di Graziana Di Biase la recensione del fim.
Guarda la video-intervista con Giuseppe Marco Albano
Gli Esquelito vincono l'edizione 2012 di Italia Wave Basilicata, a breve ospiti di "Confidenze troppo intime".
Stay tuned.

Intervista per il TG2 realizzata venerdì 18 novembre in occasione del live in diretta su RAI Isoradio.
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l Metaponto Beach Festival è una realtà consolidata sul territorio e che per l'offerta si inserisce fra gli eventi nazionali più interessanti, una sintesi tra promozione del territorio della provincia materana e proposta culturale caratterizzata da un cast di primo piano e dalla partecipazione di giovani provenienti da tutta l'Italia.